Avventura per studenti e prof.

Cento chilometri tutti a piedi

Nell’imminenza del nuovo anno scolastico, quattro ragazzi del «Berti» sono partiti dal Pian delle Fugazze, in Trentino, diretti a Montagnana. Li ha guidati il professor Turco.

•• Imparare non sui libri di scuola, ma andando direttamente sul posto. Qualcuno si chiederà: cosa c’è di nuovo in questo? La novità è che quattro studenti volontari dell’istituto Berti di Caldiero, accompagnati da un loro insegnante guida e da altri loro docenti, non sono andati in pullman a osservare i luoghi da visitare, bensì a piedi, camminando per circa 100 chilometri, sfruttando i ritmi lenti della passeggiata che consentono un’osservazione più dettagliata ed accurata.
Lo hanno fatto all’inizio del mese, nell’imminenza del ritorno in classe, guidati dal professor Virginio Turco, Viviana Dalla Valentina, Paolo Faedo, Cristina Bevilacqua e Daniela Dal Campo che frequentano la sede associata di Caldiero dell’istituto superiore Berti, assieme ad altri professori. Una modalità educativa slow, adottando la mobilità alternativa che fa bene alla salute e assolutamente ecocompatibile.
Una cosa in verità non nuova per l’Istituto superiore per i servizi alberghieri e della ristorazione Angelo Berti che, grazie all’impegno del docente Turco e del gruppo interdisciplinare di lavoro chiamato “Incammimparando”, promuove da acuni anni percorsi didattico-formativi legati allo sviluppo del turismo lento e sostenibile.
Questa modalità di apprendimento e insegnamento propone non solo a studenti maggiorenni, ma anche ad altri docenti, di fare scuola camminando, lungo le antiche vie di pellegrinaggio riscoperte e valorizzate dal progetto dell’Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza denominato Romea Strata.
Da lunedì 5 a sabato 10 settembre, il gruppo interdisciplinare per un totale di 15 persone, ha affrontato a piedi un tratto di ben 100 chilometri della Romea Vicetia, andando dal Pian delle Fugazze (Trento), fino a Montagnana (Padova), attraverso la Val Leogra, passando per Schio (Vicenza) e percorrendo la pedecollinare dei Colli Berici. Non esattamente una passeggiatina, ma un vero e proprio percorso turistico, con tanto di zaino in spalla, come facevano i pellegrini nel Medioevo, lungo sentieri solcati da frati, predicatori, questuanti, pellegrini, uomini squattrinati con tanta fede, pie donne e muli per secoli.
Con una differenza sostanziale rispetto ai pellegrini medioevali e dell’epoca successiva: gli studenti del Berti hanno visitato e conosciuto nuovi luoghi e fatto questa esperienza in modalità multisensoriale, dotati di strumenti informatici. Così hanno potuto scoprire bellezze e peculiarità dei territori attraversati, raccogliere informazioni e reperti di tipo geografico, storico, botanico, religioso, nonché enogastronomico ovviamente, in linea con l’offerta formativa che l’istituto alberghiero propone ai suoi iscritti.
In sostanza, i ragazzi hanno potuto toccare con mano realtà economiche e iniziative imprenditoriali innovative, legate a prodotti tipici del territorio, avendo l’opportunità di confrontarsi e di riflettere sul progetto personale di vita futuro di ciascuno.
«Nel territorio che abbiamo visitato, sono sorte iniziative condivise molto interessanti per il ripristino dei prati, dei pascoli e dei paesaggi agricoli tradizionali», racconta l’insegnante ideatore e guida del percorso didattico, Turco. «Nonché il rafforzamento di una rete di allevamento diffuso proposto sotto un’unica identità».
«Non sono mancate visite a luoghi religiosi di grande interesse storico, trasformati negli ultimi tempi anche in particolari strutture ricettive», dice ancora Turco, «come l’Eremo Santa Maria al Cengio, dove David Maria Turoldo ha fatto il suo noviziato, e il convento francescano di San Pancrazio a Barbarano Mossano» […]

Se vuoi altre informazioni clicca qui:

Ministero dell’Istruzione – Ministero dell’Università e della Ricerca

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